Sul SERIO

Insomma, tutt'un tratto l'arca di noè mi è passata a fianco e dopo duecento metri si è fermata alla Q8 a fare benza. L'ho seguita.

Jj -Noè?

N -Dì

Jj -ma che cazzo ci fai qui?

N -senti, visto che mi hai riconosciuto, facciamo così, ti regalo due vacche per il tuo silenzio.

Jj -due vacchè?...riconosciuto?...eh...

N -Facciamo tre?! Senti, se parli t'ammazzo!...

Jj -Noè...ma che storie ti fai? io non parlo, ma poi chi mi crederebbe se dicessi che ho visto l'arca di Noè che s'è fermata a fare il pieno e che ho parlato con Noè in persona...cioè...quello vero??!

N -perchè che male c'è?

Jj -che male c'è?...ma io pensavo che tu fossi una fottuta invenzione e poi, madre di dio, ma tu non ti rendi conto!

N -invenzione ci sarai tu, io sono l'unico che ha capito che i ghiacciai si stavano sciogliendo e mi sono costruito una imbarcazione che potesse contenere un sacco di animali...perchè volevo rimanere solo, e cancellato il genere umano avrei creato una nuova specie accoppiandomi con tutti gli animali dell'arca. Solo che poi non ho capito che cosa è successo, io sono stato sparato nel cosmo interstellare e voi siete risorti.

Jj -ecco...infatti mi chiedevo come era possibile che dopo quella gran pioggia si fosse salvato qualcuno, qua allora c'è un mistero mai svelato.

N -quale mistero?! cristo perdona sempre tutti e quindi tutti i miei sforzi sono caduti vani, io ero ormai troppo avanti e mi hanno spedito fuori dal mondo.

Jj -e adesso?

N -e adesso sono ritornato per continuare la mia opera.

Jj -caspita se sei avanti. Quindi non sei il buon vecchietto che descrivono quelli la...?

N -quelli la chi?

Jj -i cristiani

N -e chi cazzo sono?

Jj -sono i seguaci di cristo!

N -no, io mi ricordo solo trecento anni di solitudine su mari e terre sconosciute del cosmo interstellare, cristo non mi ha nemmeno chiesto scusa per avermi cancellato.

Jj -Noè...ma guarda che qua ti conoscono tutti, nessuno ti ha dimenticato....occhio!!! noè, sta scappando un daino dalla stiva, noè....ha in bocca un sacchetto dell'esselunga...

d'un tratto la mitica visione di Noè e dell'arca si polverizzarono sotto i miei occhi e mi ritrovai a specchiarmi nel riflesso del vetro di una cabina telefonica di tokyo.

reflex


L'alloro di Piero

L'amico di Piero è andato a fare la spesa giù da Kaishir, gli ho detto di prendere qualcosa da mangiare e un paio di migliaia di euro da bere, Piero mi ha poi detto che il suo amico, di cui ancora non conosco neppure il nome, è fissato con l'antropologia culturale e per i racconti di fantascienza. Ha delle storie da vendere e altre da far leggere. L'altra sera ho toccato un serpente. E' molto carina. La sua pelle squamosa, la sua lingua, i suoi colori. Sapevo che c'era qualcosa che non andava, allora me ne sono allontanato. Ma ora mi manca perchè non trovo di meglio da fare che sfiorare il suo corpo con le dita, sento che è tardi, me ne vado proprio quando entra Piero. La sua cravatta era di un verde chiaro e l'aria da bravo ragazzo sembrava essere totalmente svanita dal suo viso. Prese la serpe con tutte e due le mani e cominciò a parlarle, sembrava facesse sul serio. Intanto io mi nascondevo per il forte odore del whisky che risaliva dalla bottiglia. Me ne sono andato.

L'amico di Piero è sempre da Kaishir, si è fermato a giocare ai videogiochi, il suo aspetto sta cambiando, ora è verde in viso e ancora non conosco il suo nome. Il boa continua senza segni di congelamento ad attraversare i dreadlocks di una ragazza marmorea, a bracce incrociate. Il suo collo è leggermente piegato verso sinistra e quando sorride si vede che è un sorriso platonico, per via del boa sul collo. Lento sorpassa le barriere e i livelli; l'amico di Piero si è proprio impallato. Ha ricevuto un bonus di dodicimila punti in contanti, ha superato sedici livelli trovando una porta chiusa, aprendola con un lancio di dadi perfetto e salvando la principessa d'India, mentre Piero ha terminato di parlare con la serpe. La ragazza coi dreadlocks mi offrei il suo whisky da una bottiglina di metallo e Piero rolla una sigaretta dal centro verso i lati. E' finita la serata dietro gli specchi, è concluso il giro attorno ai cerchi. Piero si è laureato e l'alchimista giovane a trovato un imbuto per far colare il grasso dai suoi capelli in una boccetta colorata. La donna coi dreadlock è intenta a cucinare con l'alloro tra le dita e un boa sulle cosce; musica per le mie orecchie ma ancora non conosco il nome di quel tipo. E devo tornare a casa. L'alloro sta finendo, ma abbiamo un buon motivo per comprarne dell'altro.