uno-due-tre

Camminando per le vie della città mi sono imbattuto in una particolare situazione (che poi non è particolare ma mi ci sono fatto un grosso viaggio): un ragazzo e una ragazza camminano davanti a me e dietro a loro una figura saltella e balla cercando di nascondersi in maniera piuttosto impacciata e evidente.

In quegli istanti che sono veramente attimi o addirittura frazioni di attimi ti ritrovi pervaso da milioni di pensieri (3), il primo è: E' un kamikaze che appena incrocio i due giovani (pergiunta stranieri) si fa esplodere e mi ritrovo in tre milioni di pezzetti spappolato sull'iconcina della madonnina di via oberdam. [Ma perchè? -dico io- la televisione mi sta plagiando così tanto? sto diventando uno di quei tipi da partito democratico??? NO!]     Passiamo al secondo pensiero nella frazione della stessa frazione di quell'attimo che ho già attraversato vincente sebbene sudando: sicuramente si tratta di una figura appartenente al mondo fantastico che risiede nella mia testolina vuota, una tipologia di angelo custode del bosco, tipo pixie o qualcosa del genere che starebbe li a giocherellare dietro i suoi protetti pensando che nessuno lo possa scorgere, invece io si, io lo scorgo. Ma poi mi dico: [ma allora sei proprio un coglione serio?! Non ti riprendi più?!]   allora passo al pensiero 3 che è figlio di una frazione di Palmi tra l'oceano atlantico e lo ionio, una cosa così vasta che si contrae per chissà quale legge fisica in pochi millesimi di dio-solo-sa-cosa divenendo una cifra che riuscirebbe a nuotare a farfalla dentro l'infinitesimale. Ecco, in quella porzioncina che separa l'incrocio dei miei passi con quelli degli sconosciuti, il mio terzo pensiero è che qualcuno si nasconde per non farsi riconoscere e fare una sorpresa appena lo sorpasso.

ed era vero. geniale vero? mi congratulo con me per la velocità, direi che quasi quasi mi iscrivo all'esame di ieri.                                               

 


Sfogo di una persona che

Ecco, adesso che guardo nel fondo di una moretti da tre quarti mi rendo conto di quanto tempo è passato da quando la mia si è frantumata sulla. Cioè se.

Ecco, ora che comprendo quanto è stato duro tenere testa alla, mi accuso di nei confronti della. Ma è possibile? quindi non.

L'ultima volta che ho sofferto per è stato molto tempo fa, quando dalla mi si avventò sul e da li nacque un periodo di. Fu sbalorditivo come, anche se la consapevolezza di stare nel era troppo e la mia coscienza troppo poco da.

Terminando volevo semplicemente dire che io ci ma non posso aspettarmi nient'altro che. Ora mi capite vero? capite come mi sento? non so proprio come fare. A volte credo di essere.

Spero tutti.


Rack e le macchine

L'acido era ormai del tutto colato tra le gambe di Loren, Rack aveva la lingua tra le sue cosce e dai suoi occhi fuoriuscivano dei piccoli bagliori blu; l'aria di cromo incandescente fesa dal rancido della piccola camera non lasciava intravedere che piccole ghiandole circuitate innestate sul viso di Loren. Lo spettacolo inizia, le luci s'accendono d'un bianco accecante. Una finestra riprodotta su una vecchia scalinata in ferro li mostrava ad una giuria di sconosciuti che spremevano i loro corpi verso l'orgasmo, ad alimentare la macchina del sesso e la ricerca genetica;

"cromosomi comprasi" diceva la fascia luminosa scorrevole sulla finestra "basta spremersi ed esprimersi, la visualizzazione è completamente gratuita e sterile" e in basso più piccolo: "no perditempo"

Loren non sente la pressione degli sguardi, non sente ne piacere ne dolore, è un sistema di cavi metallici senza anima, un robot costruito solo per il volere della scienza, dedita allo studio dei geni dronici, è una conchiglia rosa nell'angolo più oscuro dell'oceano. Loren osserva con sguardo gelido la lingua di Rack che raccoglie minuziosamente ogni singola goccia verde per poterne ricavare lo sballo necessario per scoparsi un "pezzo di ferraglia ben munito": così la chiama.

Rack non sente la pressione degli sguardi, arriverà all'orgasmo come se fosse nella sua bara ossigenata. Rack è un giovane ragazzo di 27 anni che lavora in questa bettola da 59 minuti circa. Rack è completamente fatto di eroina e LSD. La linea sulla Renoir boulevard è poco più di un migliaio di nodicom, il gelataio all'angolo con Lazzaro Rd è stato sostituito da una simpatica cyborg di nome Cristine, il suo sorriso è perenne, è stata progettata per essere la segretaria del padrone della Sensecom, azienda che gestisce il 96% del traffico dei nodi, a lui piacciono sorridenti ma lei non riusciva a parlare correttamente a causa del suo viso contratto. Cristine fu gettata nella discarica e Rack la prelevò per rimetterla in sesto e riconsegnarle la dignità sebbene non conosca cosa sia. Cristine sorride quando le chiedono di fare una vaschetta di bio-nocciole a praline gassose. Sorride di gusto. Il laptop di Rack si connette al nodo principale.

---il sesto giorno è arrivato!! Rack, mi devi pagare.

--Si, ho trovato i soldi...Ora rilascia Gemma.

---Soldi, prima i soldi poi il piacere!

La connessione troncata da Rack si chiuse in un barlume giallastro e una piccola deflagrazione. L'uscita da FloW deve essere sempre controllata dai sistemi operativi della sensecom per evitare che la deflagrazione sia ascoltata dalle Serve della rete che vagano per il cosmo dell'etere alla ricerca di connessioni piratate.

Rack lecca le cosce acidificate di Loren, non riesce a togliere dalla mente il suo profumo di sesso. Una donna fatta di sesso. Scappa nel vicolo Zerosei. Cerca di arrivare sulla cinquantanovesima, giù per una città illuminata da scorie di potassio, dalle lastre di metano incandescenti, dalla ganja, da insensibili drum machine. Giovani si rinchiudono nella rete per creare le loro arti controllate, altri come nell'epoca del grunge si spalmano di droghe in sottoscala alcalini a far vibrare più isolati possibili e sovvertire al potere Sensecom. Rack osserva una piccola pozza d'acqua muoversi sopra un assurdo rumore da sinth incolonnato. <<Qua già si lavora>> pensa <<100 bps possono bastare>>.

Alla fermata della metropolitana. <<Il riscatto>> sussurra mentre ologrammi della gestimtube controllano il regolare viaggio dei passeggeri. <<Ora devo solo riprendere Gemma, ma dove trovo i denari?..>>.

La bara è gelida, Rack inserisce la gomma a resistenze, in meno di un minuto la bara ossigenata è alla temperatura ideale. L'etanolo sta nel piccolo ripiano sopra il cuscino, beve fino ad addormentarsi mentre il laptop spara la vecchia cheree della buonanotte.

Gemma era un vecchio programma pornolografico ebreo che Rack ha accuratamente modificato, Gemma è un logaritmo capace di modificare i rumori e/o i suoni dell'atmosfera e trasformarli in impulsi elettrici, vivi, che andando ad alimentare la macchina a cui è stato installato genera connessioni in qualsiasi posto del pianeta risultando invisibile come una semplice macchina sonora. Gemma è un motore musicale ad impulsi per la connessione in flow. Gemma è stato progettato da Rack, questa è Bologna e l'entrata nella rete è limitata alla sicurezza nazionale ed è sicura solo per l'industria dell'atomo e della comunicazione. Chiunque, dopo l'incursione di Gheremy nel 2030, fosse stato scovato nel mondo di flow illegalmente, sarebbe finito fritto come i gamberetti impanati alla tokiana.  Rack è un fastidioso musicmaker con conoscenze di robotica e di nera-programmazione. Gemma è stato rubato da sconosciuti, probabilmente collegati con la Sensecom e chiedono 35.6 biliardi di denari.

Loren aspetta decisamente il suo balugginare di saliva ed eroina, Loren è la sua fonte di guadagno ufficiale dopo essere stato licenziato dal mac-donald per aver scambiato il numero di ordinazioni per la settimana santa. Miglioni di fedeli sono rimasti senza MENU e la protesta ha causato gravi danni all'intera azienda. Scovato da una microtelecamera mobile fu Mac-Donald in persona a licenziarlo, con profonda ammirazione da parte dell'intera popolazione antimultinazionale, movimento nato alla fine del 900. Lavorava sotto falsa generalità, si divertiva a creare scompiglio, lo diverte. La scienza lo paga per fare sesso con della "ferraglia" per soddisafare i segaioli dell'iperspazio che sbirciano dalla finestra il suo sesso, per i cromosomi da elaborare e modificare. Cristine è il suo primo progetto, Gemma la sua evoluzione più accurata e costosa.

<<Presto saremo ricoperti di merda>> biascica prima di sciogliersi nel sogno.


Sul SERIO

Insomma, tutt'un tratto l'arca di noè mi è passata a fianco e dopo duecento metri si è fermata alla Q8 a fare benza. L'ho seguita.

Jj -Noè?

N -Dì

Jj -ma che cazzo ci fai qui?

N -senti, visto che mi hai riconosciuto, facciamo così, ti regalo due vacche per il tuo silenzio.

Jj -due vacchè?...riconosciuto?...eh...

N -Facciamo tre?! Senti, se parli t'ammazzo!...

Jj -Noè...ma che storie ti fai? io non parlo, ma poi chi mi crederebbe se dicessi che ho visto l'arca di Noè che s'è fermata a fare il pieno e che ho parlato con Noè in persona...cioè...quello vero??!

N -perchè che male c'è?

Jj -che male c'è?...ma io pensavo che tu fossi una fottuta invenzione e poi, madre di dio, ma tu non ti rendi conto!

N -invenzione ci sarai tu, io sono l'unico che ha capito che i ghiacciai si stavano sciogliendo e mi sono costruito una imbarcazione che potesse contenere un sacco di animali...perchè volevo rimanere solo, e cancellato il genere umano avrei creato una nuova specie accoppiandomi con tutti gli animali dell'arca. Solo che poi non ho capito che cosa è successo, io sono stato sparato nel cosmo interstellare e voi siete risorti.

Jj -ecco...infatti mi chiedevo come era possibile che dopo quella gran pioggia si fosse salvato qualcuno, qua allora c'è un mistero mai svelato.

N -quale mistero?! cristo perdona sempre tutti e quindi tutti i miei sforzi sono caduti vani, io ero ormai troppo avanti e mi hanno spedito fuori dal mondo.

Jj -e adesso?

N -e adesso sono ritornato per continuare la mia opera.

Jj -caspita se sei avanti. Quindi non sei il buon vecchietto che descrivono quelli la...?

N -quelli la chi?

Jj -i cristiani

N -e chi cazzo sono?

Jj -sono i seguaci di cristo!

N -no, io mi ricordo solo trecento anni di solitudine su mari e terre sconosciute del cosmo interstellare, cristo non mi ha nemmeno chiesto scusa per avermi cancellato.

Jj -Noè...ma guarda che qua ti conoscono tutti, nessuno ti ha dimenticato....occhio!!! noè, sta scappando un daino dalla stiva, noè....ha in bocca un sacchetto dell'esselunga...

d'un tratto la mitica visione di Noè e dell'arca si polverizzarono sotto i miei occhi e mi ritrovai a specchiarmi nel riflesso del vetro di una cabina telefonica di tokyo.

reflex


Pensiero estivo

Una figura stupenda danzava a me di fronte nella notte di san lorenzo, aveva gli occhi scuri e le labbra rosso fuoco, una luce fragile gorgogliava dagli scintillii dei riflessi lunari sul mare nero. Mucchi di granchi si preparavano per il sanguinoso spettacolo. Quanta conoscenza crediamo di acquisire nel secondo dedicato a due pupille semiaperte, nella sua vanità, nel suo minuscolo sgranocchiato dall'impazienza delle passioni, quanti? Non riconosci l'esistenza di graffi, coltelli o maldicenze, celate dalla tenue brezza della notte estiva e dai suoi rigurgiti lunari. Non riconosci il nome e la purezza della carne, non puoi concedere quindi al tuo umore un insano risveglio in compagnia di una semplice frazione di secondo.

La creatura stava ora di lato ora davanti, faceva roteare la sua lunga veste tra le mani accompagnata dal soave vento del sud. Giravolte infuocate, sparute girandole di lavanda e mandorla, con loro danzava il respiro senza che potessi muovermi; danzava con in testa la consapevolezza di quell'attimo, quella magnifica inconsistenza che scandisce la perdita della ragione, la reale esecuzione del tempo e dello spazio. Lambiva le rive e i deserti con parei e dita colorate, lasciava che l'idea uccidesse la verità in pace: con la pace dell'incoscienza il boia mascherato decretava l'inizio dell'inganno. I granchi ritiravano le loro flotte seguendo i battiti del tamburo, la guerra era finita. Persa.

Il pericolo era nelle pupille, il suo riflesso nel più profondo del mio interno agiva da lubrificante per la perversione che unita al sale del mare e dalla polvere di stelle, mantecava di magnificenza l'intero pianeta fatuo. Il tremore di quel secondo, l'irresistibile bramosia di accarezzarlo e spogliarlo dai suoi frammenti più sconosciuti, di relegarlo a immagine divina, violentava diabolico il resto degli attimi. Quella rottura con il visibile pur rimanendo temporalmente infinitesimale, danneggiava la genuinità del pensiero fino a perderne le tracce per poi ritrovarlo secco e inchiodato a quello spirito alato dedicato al nulla, come ipnotizzato, dopo milioni di anni.

Un musico si avvicinò per primo, colpendo il suo strumento e la sua voce, la danza risalì in cielo più colorata e i capelli di Gorgone si fecero del colore del vento, i suoi occhi cercavano nuovamente quell'incrocio di passione, smisurato calore e soddisfazione. I miei, pietrificati dalla millenaria illusione, erano rivolti al signore.

 

"E' sorprendente quanto grande, totale possa essere l'illusione che nella bellezza c'è il bene"                                                                                               L.Tolstoy                          


buone va***ze

Bologna è vuota. Se ne sono andati anche i punkabbestia. Sono andati in vacanza perchè lu Salentu è mejju ppe l'estati. Bene, con quali soldi? e i cani? mmmh, questa faccenda mi puzza sempre di più, ogni anno che passa; Bologna si svuota completamente e non rimane nessuno neanche chi vuole far credere che vive per strada durante la stagione fredda: quella dei monsoni e dei fenicotteri a petrolio per intenderci. La strada. Sapete quante strade ci sono nel mondo? io credo che ce ne siano una decina, massimo venti che collegano l'intero globo, e c'è gente che le visita interamente come i punkabbestia o come i koala. Sapete che i koala viaggiano vero?  come i punkabbestia.  Fanno viaggi all'eucalipto andata e ritorno aggrappati ad un punto fermo del mondo, si muovono secondo principi geofisici, costanti come le lancette di un citofono, luccicanti come uno xilofono, morbidi come un chewingum, fissi ma mobili come il pendolo di Focault, sempre in ripetuto movimento: su e giù-su e giù-su et giù. L'anima di ognuno di loro è legata alla colletta. La Colletta, Dea della prosperità altrui, è venerata da questa popolazione come divinità assoluta; una sorta di monoteismo autarchico senza regole di tipo rituale, ma con frequenti donazioni al santuario della divinità. I koala scollettano nella stessa maniera, solo che quando hanno freddo si arrampicano su tronchi di plastica fatti apposta per loro dal comune di Bologna. Non si è ancora compreso se è effettivamente  avvenuto un incrocio tra questi mammiferi e i punkabbestia, se le vere origini di quest'ultimi siano da ricercare nell'Australia più remota o in qualche altro pianeta governato da differenti leggi atmosferiche e solo Dio sa cos'altro. Boomerang. Un carinissimo porta abiti di gomma chilometrica. Usato e vendita di fumo per tutte le età; inverno pregno di musiche e scollettate, estate in vacanza con papà.

Va bene...vado in va***za anche io.

Che ncc'hai n'euro? 


Tutti a MarraCash [AAA cercasi singola a miseri spiccioli mensili]

Secondo un'indagine rispettabilissima, i canoni d'affitto italiani sono assolutamente Inaffordabili (per dirla con un termine prettamente itanglish). A Milano il canone d'affitto medio risulta essere quello più elevato e cioè corrisponderebbe alla bellezza di 962€ al mese che onestamente dovrebbero essere tutti spesi a medicine dai simpaticissimi e felicissimi affittuarissimi. Poco inferiori sono i cannoni medi che si fumano a Firenze e Roma che corrispondono a quella gran bella cifra troia di 925 € per mese senza contare la spesa delle cartine; ancora inferiori, ma assolutamente strabordanti rispetto al canone medio nazionale, sono i cannoni rilevati a Bologna e Napoli, pari a 848 e 801 € al mese con il fumo tagliato male o erba sbriciola di ottava qualità. I canoni medi più bassi sono quelli di Palermo e Torino, pari a 618 e 572 € al mese. A Crotone con 200 € oltre alla casa, trovi legata ai ferri del balcone rovente d'estate e ghiacciato d'inverno, anche la figlia primogenita, oltre al cane, diciassettenne che ancora non ha trovato marito disonoratamente. A 200 € avete tutti i confort che vi spettano. Ma dico io, NOVECENTOSESSANTADUE euro, cioè, ripetiamolo bene NOVECENTOSESSANTADUE euro, scandagliamo bene le lettere che poi le spediamo tutte e NOVECENTOSESSANTADUE al ministero di chi-cazzo-si-occupa-di-sti-ladri.com

Io sto cercando casa. Ho comprato una carabina su e-bay e la userò contro ogni porco che si fa i cannoni medi a questo prezzo tutti per se sedesimo.

Pensiamoci un po su: Io ho una casa a Bologna, una casa con tre stanze da letto, un bagno, una cucina con sala da pranzo e una sala tumulazioni. L'affitto è imposto da me medesimo a 800euri. A Bologna, come a Roma, Milano, Firenze, Napoli e cazzabubbole varie, una casa del genere, specie per l'innovatissima sala tumulazione, si affitterebbe nell'arco di un mese. In dieci anni io sottoscritto, me medesimo altresì porco affittuario, ho recuperato i soldi che ho speso per comprarla, nei successivi dieci ve la sto continuando a mettere in culo senza vasellina, successivamente mi ci pulirò il culo coi vostri soldi . Verro a riscuotere ad ogni inizio mese alle 8:30am, preciso come un gallo svizzero porca troia! che siate vivi o tumulati voi verrete con me in banca a versere il sangue secco dalle vostre vene [robocop VS De Andrè ndr.] Verrò a prelevare il mio stipendio. Si perchè me medesimo non lavora più! e coi vostri soldi se ne va a MarraCash a farsi grattare la schiena da una cammella a tre gobbe delle quali una la userà per strofinarci la manina su, perchè porta fortuna e io alla fortuna ci credo da vent'anni.

Ero felice di partire, invece adesso me ne devo andare con la forza da queste mura porose che trasudano sogni, desideri, momenti di felicità e di estrema tristezza, caccole quinquennali, marionette e sobborghi luccicanti, momenti crudi, puri e sinceri, camei di perfette dormite tra i papaveri sulle api delle ali col vento nei pipistrelli. ah, se solo potessero parlare direbbero DUECENTOCINQUANTAEURIALMEEESE. E dove cazzo la trovo una singola con un prezzo minore o uguale a questo? eh dove? Aiutatemi, sono disperato come le casalinghe americane. Per fortuna che tanto c'è un certo Tonino da Brescia che ha già bella che impacchettata una fantastica carabina semiautomatica Argo Special con carcassa satinata e nichelata bianca. Lastina vincolata alla carcassa la quale non interferisce ASSOLUTAMENTE sul regime vibratorio della Canna al momento dello sparo...ne vogliamo parlare?


Cyborg.01

 

Ho un dolore all'altezza del processore, un brivido percorre la spina, una scossa elettrica investe l'intera schiena e mi contorco ad intervalli regolari di un minuto e cinquantadue secondi. Devo prendere le mie pasticche, non devo dimenticarle, e le devo prendere fino alla nausea che è calcolata regolarmente da una piccola  cpu impiantata nell'intestino, o ciò che ne rimane. Un led luminescente a forma di plettro vibra e scintilla sull'avambraccio quando mancano pochi secondi allo sbocco. Solitamente il metanolo che bevo non da problemi preso con le pasticche ma i vecchi rigatoni barilla hanno un allergene che mi provoca vomito dopo due minuti dall'ingestione.

Sto cercando di decifrare un codice che sembra derivare da un'antica civiltà orientale, opero in ambiente asciutto e ben sterilizzato e non sono soggetto alle malattie inkirali, cioè racchiuse per millenni nell'inchiostro stampato. Solo oggi sappiamo di quanto erano forti i virus e i batteri di un tempo. Non se ne fabbricano più resistenti come una volta. La mia memoria può supportare l'intero codice, ma devo fare un ulteriore innesto di RAM.

Mi diverto a decifrare questi geroglifici perchè hanno sempre qualcosa da nascondere, qualcosa di oscuro ma estremamente preciso. Mi connetto tramite un MicroJack nel flow e cerco delle derivazioni che mi permettano la traduzione in sillabe; la rete è incasinata e quindi provo a fare del mio kernel un sottomarino. Così, sott'acqua, dove la gente non sa ancora respirare, io ho un sistema operativo che permette l'entrata in liquidflow. Io e la gente di Fearless siamo stati i primi ad entrare sebbene fossimo solo cavie. A volte devo risalire in superficie per le falle di aria che rendono la visibilità impossibile ma arriverò a spacchettare anche quel programmino di videosubflow, e poi potrò muovermi con estrema libertà. La scheda Video Oculare è stabilizzata, ho dei problemi con la Audio Auricolare, i miei timpani si sono ossidati, devo cambiare il metallo, sapete, ho visto che all'IKEAx vendono dei timpani a bpm, una chìccheria. Per adesso mi tengo questa ferraglia ossidata, devo solo aggiungere qualche codec mancante e tutto avrà un suono come prima. Ho delle resistenze nello stomaco, mi sono state impiantate dopo la guerra d'indipendenza dell'Italia dagli ex Stati Uniti. Una bomba Flitcraft in pieno stomaco e una laserata nelle chiappe. Ed io che odiavo fare la guerra, quando si tratta di resistere non se ne può fare a meno. Ora la bobina che ho nel bellyX.128, evita che tutto quello che mangio rimanga nel mio stomaco; riscaldandolo a dovere sarà metabolizzato, diversamente, senza la R.o129 la temperatura rimarrebbe costante sui 258°K, come se m'avessero infilato l'intera fabbrica della sammontana su per il culo.

 

Ora è tempo di trovare una stanza per il mio riposo. Dovrò rientrare nel flow, ma dalla porta principale questa volta, mi sistemerò nella cella e per rilassarmi installerò pychess non prima di aver fumato tutti i crack.

 

 


Fate a meno di rifornirvi all'ESSO o alla SHELL! in cambio offro una fornitura di latte intero per una settimana

Si parlava? di che si parlava? ho dimenticato quello che volevo dire, è troppo tempo che non aggiorno e un po me ne vergogno ma ho avuto molto da fare. Ho dovuto aiutare mia nonna a mungere le vacche per due intere settimane sul lago d'Asporto, poi sono stato costretto da mia nonna stessa ad ingozzare tutto il latte munto sul lago d'Asporto per altri tre mesi. Pensava che fossi il gattino del vicino, quello sempreverde, semprebuono e soprattutto. Alla fine della bevuta sono stato rapito, ma non dagli alieni, bensì dagli americani che volevano sapere quale gusto si provava a bere il latte intero senza fragole, caffè e coloranti insieme ai croccantini per i cani. Era mercoledi. Io mi sono rifiutato di parlare per quattro interi mesi. Mi hanno picchiato, denigrato, denudato, decapitato e poi alla fine mi hanno rilasciato dopo che gli alieni hanno pagato un pesantissimo riscatto di milioni e milioni di litri di latte d'Asporto al cappuccino macchiato e un intero raccolto di zenzero muschiato (che solo in Alienia esistono). Hanno poi ucciso il mio interprete che si rifiutava di interpretarmi quando ormai ero già andato via sotto la scorta dei celenterati armati.

Sapevano bene come comportarsi con me gli americani, sapevano con certezza che mi sarei sempre rifiutato di bere il loro latte che poi latte non era, era mercoledì. Sentivo che sarebbe venuto a nevicare perchè ormai il mio ginocchio parlava e aveva la voce rauca quel mercoledì. Diceva che era meglio il latte della nonna sul lago d'Asporto che quell'agonia infinita che erano i croccantini con ketchup. Sapete che cosa mi davano da mangiare gli americani? bruschette al pomodoro, sale, origano e olio. E io dicevo -mmmh che buono- e loro me lo toglievano dalla bocca con la forza, mi tappavano il naso con della naftalina ed ero costretto ad aprire la bocca in modo che mi potessero togliere il cibo, ma io un attimo prima che mettessero le mani glielo sputavo addosso. Mi veniva sempre in mente mia nonna, che quando non riuscivo più a bere quel latte lei mi tappava il naso con del sughero riscaldato ed ero costretto ad aprire la bocca in modo che lei potesse infilare un imbuto ed io ingozzarmi con il latte d'Asporto. Mi veniva sempre in mente mia mamma quando non volevo prendere le medicine, che mi tappava il naso con le mollette per i panni ed ero costretto ad aprire la bocca in modo che lei m'infilava i flaconcini di cortisone direttamente in gola con tutta la confezione, che era di vetro, me lo ricordo bene, soprattutto perchè quando andavo a espletare la digestione sentivo sempre delle piccole esplosioni tra il piloro e il crasso, e riuscivo a vederci attraverso. Però la mamma e la nonna mi volevano bene, gli americani no.

Bisogna non soffermarsi alle apparenze, quella è tutta roba finta, nascosta da una maschera sorridente, d'Asporto, come le pizze che gli americani non riusciranno mai a fare e soprattutto come un quartetto d'archi che ironizza sul cielo di Los Angeles, mischiandosi coi fumi delle fogne tra i malati di tubercolosi e i barboni ubriachi. Non soffermatevi alle apparenze, non soffermatevi alla ESSO o alla SHELL. In realtà se riuscissimo a fare a meno del carburante, almeno per un giorno, il mondo respirerebbe un'aria migliore ma se proprio non riuscite a farne a meno, non fatelo ne alla ESSO e ne alla SHELL. ANDATE IN BICI è il mio consiglio.

Ecco ora sono ritornato a casa grazie a iddio,
e che cosa scopro?
Mi hanno rubato la bici.
Nuovamente la candida.
Hanno rubato Beatrice.
Se la sono portata via
per sempre.
Sono stati gli americani, lo so per certo, o americani o israeliani.
L'avevo lasciata sola, indifesa,
nell'inferno
dove tutti,
anche i bambini,
possiedono una tronchesina
o una smerigliatrice angolare.
Ora però, è inutile piangere
sul latte versato.
D'Asporto.
E soprattutto. 


L'alloro di Piero

L'amico di Piero è andato a fare la spesa giù da Kaishir, gli ho detto di prendere qualcosa da mangiare e un paio di migliaia di euro da bere, Piero mi ha poi detto che il suo amico, di cui ancora non conosco neppure il nome, è fissato con l'antropologia culturale e per i racconti di fantascienza. Ha delle storie da vendere e altre da far leggere. L'altra sera ho toccato un serpente. E' molto carina. La sua pelle squamosa, la sua lingua, i suoi colori. Sapevo che c'era qualcosa che non andava, allora me ne sono allontanato. Ma ora mi manca perchè non trovo di meglio da fare che sfiorare il suo corpo con le dita, sento che è tardi, me ne vado proprio quando entra Piero. La sua cravatta era di un verde chiaro e l'aria da bravo ragazzo sembrava essere totalmente svanita dal suo viso. Prese la serpe con tutte e due le mani e cominciò a parlarle, sembrava facesse sul serio. Intanto io mi nascondevo per il forte odore del whisky che risaliva dalla bottiglia. Me ne sono andato.

L'amico di Piero è sempre da Kaishir, si è fermato a giocare ai videogiochi, il suo aspetto sta cambiando, ora è verde in viso e ancora non conosco il suo nome. Il boa continua senza segni di congelamento ad attraversare i dreadlocks di una ragazza marmorea, a bracce incrociate. Il suo collo è leggermente piegato verso sinistra e quando sorride si vede che è un sorriso platonico, per via del boa sul collo. Lento sorpassa le barriere e i livelli; l'amico di Piero si è proprio impallato. Ha ricevuto un bonus di dodicimila punti in contanti, ha superato sedici livelli trovando una porta chiusa, aprendola con un lancio di dadi perfetto e salvando la principessa d'India, mentre Piero ha terminato di parlare con la serpe. La ragazza coi dreadlocks mi offrei il suo whisky da una bottiglina di metallo e Piero rolla una sigaretta dal centro verso i lati. E' finita la serata dietro gli specchi, è concluso il giro attorno ai cerchi. Piero si è laureato e l'alchimista giovane a trovato un imbuto per far colare il grasso dai suoi capelli in una boccetta colorata. La donna coi dreadlock è intenta a cucinare con l'alloro tra le dita e un boa sulle cosce; musica per le mie orecchie ma ancora non conosco il nome di quel tipo. E devo tornare a casa. L'alloro sta finendo, ma abbiamo un buon motivo per comprarne dell'altro.


Il sesto giorno sognai

Primo giorno di clausura: Il risveglio è stato illuminato da un piombo bagliore indesiderato. Continuo a stare a letto.

Secondo giorno di clausura: Avrei voluto dimostrare la mia predisposizione all'ascetismo ma non ho trovato il tempo di predispormi, rovistando tra i miei ozi.

Terzo giorno di clausura: Il rispetto verso me stesso è crollato in un attimo. ore quattordici e dieci.

Quarto giorno di clausura: Punto il dito sulla mappa dell'Andorra. Non riesco ad accendere il computer.

Quinto giorno di clausura: accendo il computer ma va via la luce per sei mesi.

Sesto giorno di clausura: Il distacco mi è servito a memorizzare le coordinate bancarie del mio vecchio. La risposta alla domanda "dove?", ora, è impressa nella mia mente come il sangue di una zanzara spiaccicata sul muro, accanto al letto, alla destra del cuscino, sotto la scritta preferisco dormire. Il pensiero fisso di una donna ballerina, su una roulette russa con una vestaglia grigia che a poco a poco si disintegra per dare finalmente forma e luogo ad un'altra donna,  illuminata da un fascio al neon bleu, di dimensioni fisiche ridotte ma con una seria bombetta nera in testa, mi provoca volteggi elettrici alle sinapsi. La terapia contro la nostalgia è composta da potenti pillole di salvia divinorum; il ricordo è mangiato al suo stadio più tenero: l'epifania. Lo specchio non riflette più la mia immaggine intorno alle otto. Non commetto atti che non siano puri, e soprattutto depuro gli atti non ancora commessi, prima di commetterli. L'amore sta dalla parte di chi lo brama; e io sono solo, quando penso di esserlo. Il coinvolgimento degli acari nella prima parte della giornata mi è servita ad allentare la loro morsa allergica. Starnutisco alle dieci e quaranta. Sconvolgo le leggi del mio fisico schioccando il dito medio contro il pollice, avvertendo così dolori alla colonna di Vertebre, nella zona sudo-rientale dell'occipite. La febbre è passata anche se il mio computer ha terminato la batteria in tempo per spegnersi. Tengo il tempo ad una musica muta con le dita e con i denti. La dolce sensazione del tepore quando il freddo ormai mi ha coperto è solo un ricordo, riesco a mantenere la temperatura costante sui 38gradi. Io sono sveglio. Sono le tredici e ventisei minuti. Il cuore ha terminato di battere ma l'inavvertita fame mi tiene in vita facendomi galleggiare in un piatto di ditalini in brodo. Il brodo da cui Tutto è nato era il piscio di un Pederastauro: prima forma di vita intelligente sul nostro involuto globo. L'involuzione della terra ha come oggetto la nascita dell'uomo, ecco svelato il cotanto odio nei confronti dei pederastauri e dei loro brodi. Io-amo-i-gatti. La voglia di introdurmi nel sensazionale feeling del provare o non-provare sensazioni mi ha fatto riacquistare una certa sensibilità al mignolo. Ora piango con gli occhi e tremo col più piccolo dei diti. Ammetto di non essere riuscito a sterminare l'interesse che ho nei confronti dell'acqua, farina di grano duro e lievito, ma la panificazione mi eccita fisicamente e la stimolazione nervosa derivata schianta qualsiasi tabù. In cuor mio ho te, lievitata. Apro le finestre solo per sentire lo schiaffo del fresco strapotere del vento, il rumore mi sconvolge e quindi le richiudo. Il bianco medicinale è roba da malati. Io sto in forma. Regolarizzo le mie funzioni vitali alle sedici e cinquantasei e alle diciassette e due minuti ricompare l'acne adolescenziale. Il quarto d'ora più lungo della mia vita è durato due ore a quattromila metri da terra completamente ignudo a quaranta sotto zero, alle diciotto e ventitre minuti. Scrivo modellando il foglio che ho in mano, ho la netta sensazione che l'indiscussa mobilità del suono modelli la penna con cui scrivo. Le crisi cominciano intorno alle diciannove, il rumore mi costringe a lacrimare, il suono convince il pensiero, la mia mano si ferma. Alle venti mi addormento. Alle ventitre e cinquantadue sogno:



Si balla

C'ho rinunciato, ho fatto un casino infernale per rendere più accogliente possibile questo blog, questo nuovo blog, e alla fine mi sono reso conto che il miglior modo per renderlo accogliente è aprirlo definitivamente, in semplicità, senza strafare, perchè quando provo a strafare poi mi perdo in sciocchezze e quando mi perdo in sciocchezze rischio di andare fuori tema, e io non posso andare fuori in tema, perchè non ho i soldi dell'assicurazione e non ci sono distributori di metano nelle vicinanze. Del resto, potrei anche diventare cattivo se continuo a rimandare.

vabbè, la storia è questa, il vecchio blog continuerà a stare aperto nonostante la pesante lapide che poggerò sopra, e con ciò do inizio alle danze.

e quanto cazzo c'è voluto.

Ho fatto la scelta di andare via da msn space per i seguenti motivi:

1)

2)

3)

4)

che non sto qua a raccontarvi perchè penso che siano esclusivamente fatti miei.

In sostanza mi ci trovo già bene, sembra che tiri una buona aria qui dentro. si.

 


Preprologo contrariato

Ecco, in realtà questo è un articolo che lascia il tempo che trova, anche perchè in questo spazio, meno tempo passa e più si riesce a far vivere le parole che batto su questa tastiera; è un gioco al massacro che mi è sempre piaciuto dai tempi dell'antica Babilonia. Bene, il blog non è ancora pronto per essere ciò che in realtà dice di essere, quindi tra un'impostazione e l'altra, un colore e un altro, sezioni di controllo e Jpeg, sto ancora cercando di capire come funziona il tutto. Perciò aspetto che un lampo di deficenza faccia scaturire quella pioggia che tutti quanti aspettano  da tempo come indicava Giovanni nel libro sacro.

A presto

JiMmY-JaZz